Friday, 23 August 2013
Franco Farinelli - L'invenzione della Terra
Farinelli, geografo, cerca di tracciare una genealogia del concetto di Terra così come lo conosciamo e adoperiamo attualmente guardando in parallelo, con occhio prevalentemente letterario, alla storia della cultura occidentale. Attraversa così l'Enuma Elish, Genesi, l'Odissea, la vicenda di Giovanni il Battista, lo Spedale degli Innocenti e il Rinascimento tutto, Utopia di Thomas Moore, ripesca il Medioevo e si butta nell'era contemporanea con un affondo su Melville. Nel calderone finiscono Strabone, Tolomeo, i banchieri genovesi, l'illuminismo, il paesaggismo pittoresco, Conrad Lorenz, il concetto di villaggio globale: l'autore è uomo colto. Ma l'esposizione, pur brillante in alcune sue intuizioni, procede a colpi di passaggi cultural-letterari troppo arditi (diciamo pure metaforici!), cercando di far passare come pressoché scontato ciò che scontato non è affatto: non ho gradito affatto il tono assertivo delle affermazioni.
In somma, L'invenzione della Terra è un divertissement storico-geografico piacevole, forse interessante come tema seminariale a un corso di storia della geografia, ma un po' troppo fumoso ed eclettico anche per i miei momenti più engrammatici.
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Franco Farinelli, L'invenzione della Terra, Sellerio, Palermo 2012 [2007].
Wednesday, 22 October 2008
Vilayur S. Ramachandran, Che cosa sappiamo della mente
La materia è interessante, il taglio non dichiaratamente sensazionalistico nonostante la curiosità dei casi trattati: tutte le carte in regola per essere un libro abbastanza serio e piacevolmente leggibile.
Non mancano i risvolti inquietanti - uno fra tutti lo sfasamento temporale tra volizione a livello cerebrale e sua emersione cosciente, che forse avrebbe mandato in crisi il povero Schopenhauer.
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Monday, 20 October 2008
Elena Colombo - Schopenhauer e l'antropologia della dissonanza
Il libro prosegue seguendo da un lato il percorso di emancipazione della dissonanza che tra Otto e Novecento portò al dissolvimento del sistema tonale e dall'altro il contributo filosofico schopenhaueriano e nietzscheano, risultando interessante soprattutto per l'analisi del movimento melodico e i passaggi più marcatamente musicologici in cui viene trattata la struttura armonica dell'accordo "consonante" skrabiniano.
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Friday, 17 October 2008
Vero come la finzione
Geniale film di Marc Forster, primo titolo della terza rassegna di cinema e psicanalisi tenuta presso la biblioteca civica.
Harold Crick (Will Ferrel) è un ispettore delle tasse del governo americano con comportamenti fobico-ossessivi che ad un certo punto della propria vita inizia a sentire nella sua testa un narratore onnisciente in terza persona raccontare le sue azioni. Parallelamente, nella stessa città, una scrittrice in preda a blocco creativo, tallonata dall'assistente inviatole dalla casa editrice, cerca il modo di far morire Harold Crick, l'ispettore delle tasse protagonista del suo ultimo romanzo. Il film verte interamente sulle ossessioni di Harold (che alla fine sono ossessioni proiettate da Kay Eiffel, a sua volta ossessionata e tabaccomane scrittrice in crisi), sul suo progressivo aprirsi al mondo affettivo grazie all'incontro con la bella fornaia Ana Pascal, e sulla sua ricerca della "storia" in cui si trova con l'aiuto di un professore di letteratura - il tutto in chiave tragicomica. Il cast (stellare: Dustin Hoffman, Maggie Gyllenhaal, Queen Latifah ed Emma Thompson) pare essersi divertito a calarsi nei rispettivi ruoli, e così il film scivola via leggero ed ammiccante, finendo per avere come protagonisti il soggetto e la sceneggiatura. Superarchitettonici gli effetti con cui viene rappresentata l'ossessione numerica e misuratrice di Harold.
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Tuesday, 3 June 2008
Contro Ratzinger
La principale accusa mossa a Ratzinger è quella di essere un moderno critico della modernità, cioè di usare per la critica all'impianto scientista strumenti da esso stesso prodotti; la sua seconda debolezza sarebbe in estrema sintesi quella di agitare lo spauracchio di un futuro nefasto come principale argomentazione alle proprie tesi.
Il libretto è ben impostato, molte delle considerazioni sono fondate e ben sostenute; allo stesso tempo tuttavia presenta numerosi passaggi che rasentano la disonestà intellettuale, laddove l'autore tenta deliberatamente di forzare le parole per ridurle a sfere di significato a lui favorevoli (esemplare in questo senso la definizione di Ratzinger come di relativista, per il suo sostenere che l'essenza dell'uomo si manifesta in relazione con Dio).
In mancanza di un autore identificabile, l'editore (ISBN edizioni) si assume, la piena paternità delle idee espresse.
Wednesday, 30 April 2008
Ludovica Scarpa - L'arte di vivere felici e scontenti
Il libro è di fatto una scatola di strumenti mentali mediante i quali affrontare situazioni problematiche dal punto di vista comunicativo e relazionale: il passaggio chiave è infatti quello della presa di coscienza, in cui l'individuo arriva a riconoscere la situazione in cui si trova e ad osservare con "sguardo etnografico" il proprio sé e le sue sensazioni, prendendone le distanze ed arginando in questo modo gli apporti negativi con lo strumento della conoscenza.
E' evidente un'impostazione di stampo buddhista ed un approccio filosofico di tipo sistemico e costruzionista, in cui il mondo vero diventa favola e non è la realtà vera a contare, in quanto inconoscibile, ma la realtà del secondo ordine come costruzione dell'individuo. Tuttavia, sapendo con cosa si ha a che fare si può anche stare al gioco, e usare nella pratica gli strumenti che un tale approccio teorico fornisce.
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Saturday, 29 March 2008
Benedetto XVI (Joseph Ratzinger) - Spe salvi
Il testo è come sempre intellettuale ma chiaro, di una logica stringente, sostentato da magistrali citazioni esemplari sia dalle scritture e dai padri della Chiesa che dall'opera di pensatori moderni e contemporanei; non manca allo stesso tempo una nota di gioia ben lontana dall'immagine di un Ratzinger gelido e conservatore.
Esemplare è la critica al materialismo marxiano e alla trasformazione dell'attesa escatologica in quello scientismo attraverso cui l'uomo, a partire da Bacon, tenta di costruire il regno di Dio sulla terra, negando di fatto la libertà e giungendo a quella Fine di tutte le cose preconizzata da Kant.
Spe salvi facti sumus - siamo stati resi salvi dalla speranza. Forse non è stato un caso che sia finalmente riuscito a leggere questo testo in tempo pasquale, quattro mesi dopo la sua emanazione: il cardine della speranza cristiana infatti è la salvezza in Cristo in quanto redentore del mondo, vero Dio e vero uomo, sacrificio con il quale l'amore di Dio per l'uomo ha colmato la misura della propria giustizia infliggendo a sé stesso la pena di riscatto per la colpa umana.
La nostra grande speranza, coltivabile e apprendibile attraverso la preghiera, l'esperienza dell'agire quotidiano e della stessa sofferenza, e attraverso il Giudizio, non è riconducibile a categorie umane. Piuttosto, è definibile dalle parole di Gesù in un meraviglioso passo del Vangelo (di Giovanni, naturalmente!): "Vi vedrò di nuovo, e il vostro cuore si rallegrerà, e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia".
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Wednesday, 27 February 2008
Pascal Engel, Richard Rorty - A cosa serve la verità?
Il dibattito è acceso, si sprecano eleganti sconfessioni reciproche e schiaffi retorici in punta di fioretto, ma è la materia del contendere ad essere sbagliata in principio: meno Engel (in virtù della tradizione filosofica europea, difficile da gettare alle ortiche?), e più Rorty, considerano il problema della verità come mal posto, e la nozione di 'vero' come una semplice proprietà di rispondenza a delle caratteristiche condivise dalla collettività ('giustificate', direbbero i due filosofi), rifiutando radicalmente qualsiasi interpretazione dotata di implicazioni metafisiche o metaetiche.
Citato da Secchi durante la lezione inaugurale dell'anno accademico del corso di laurea in architettura per la città.
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Tuesday, 8 January 2008
Edwin A. Abbott - Flatlandia
Un delizioso trattato di geometria descrittiva raccontato con i toni della satira sociale vittoriana: Flatlandia è in primo luogo un gioco, dove una volta stabilite le regole si va avanti per consequenzialità in modo assurdo e coerente al tempo stesso, secondo la logica stringente che descrive la vita di uomini poligonali in un mondo dotato di due sole dimensioni; il gioco, sempre ironico e bonario si trasforma a tratti in una critica sottile, ma non per questo meno mordace, dell'establishment dell'epoca, e delle vicissitudini storiche degli ultimi secoli (impagabile in questo senso la Rivoluzione dei colori); non mancano tuttavia passi più cupi dove lo stile lascia quasi presagire quello delle antiutopie del XX secolo.
Si sviluppano parallelamente le affascinanti tematiche geometriche: il Quadrato protagonista ha una visione (omologica oserei dire!) di Linelandia, un mondo ad una sola dimensione; poi, con l'aiuto di una Sfera, è strappato all'esterno di Flatlandia, facendo esperienza di Spacelandia, il mondo tridimensionale, vedendo Pointlandia, un mondo adimensionale ed arrivando a teorizzare mondi a quattro, cinque, sei dimensioni, dove le figure generate dalle proiezioni omologiche successive incrementano i loro vertici con progressione geometrica e le loro facce con progressione aritmetica: in questo modo Abbott apre la porta su possibilità geometriche inconcepibili dalla mente umana, dimostrando come ogni parte di ogni dimensione sia perfettamente intellegibile da un osservatore posto in una di grado superiore ad essa, e come tuttavia le capacità intellettuali di un individuo non riescano senza aiuto esterno a compiere il salto verso la dimensione superiore nemmeno avendolo già compiuto in precedenza.
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Sunday, 9 December 2007
Juan Antonio Rivera - Tutto quello che Socrate direbbe a Woody Allen. Cinema e filosofia.
Rivera prende spunto da situazioni e sviluppi di film tra i più classici della storia del cinema (Scarpette rosse, Fronte del porto, Casablanca, Arancia meccanica tra gli altri) per illustrare problemi filosofici afferenti all'area morale ed etica; con la particolarità che anche Platone, Agostino e Hobbes vengono visti tramite la lente terminologica di pensatori (anche viventi) della seconda metà del Novecento, prendendo quindi in prestito parole originate nella psicologia e nelle scienze sociali.
È spiegata la natura di sottoprodotto della felicità, nei termini in cui essa non è ottenibile per mezzo di uno sforzo ad essa direttamente o indirettamente finalizzato, ma si manifesta solo come effetto collaterale di altre attività, del superamento di un ostacolo, o come passaggio da uno stato di malessere ad uno di benessere, o ancora come anticipazione di un momento desiderato (in senso leopardiano); è illustrato il problema delle metapreferenze morali e del possibile scarto nella loro attuazione in dipendenza della forza di volontà dell'individuo, mettendo in evidenza contemporaneamente come la lente temporale tenda a rimpicciolire, al momento della scelta, i mali e i beni più distanti nel futuro, facendo sì che all'individuo appaiano come più grandi i beni e mali vicini, pur magari conoscendo razionalmente il vero peso di ciascuno dei termini della scelta; sono confrontati i sistemi etici di tipo utilitaristico, nei quali si raffrontano vantaggi e svantaggi di ogni scelta, tendendo ad assumere la posizione che presenta il maggior numero di beni/vantaggi (o il minor numero di mali/svantaggi) per tutti, con i sistemi di tipo deontologico (kantiano), dove ogni scelta è regolata dalla sua intrinseca rispondenza ad un principio trascendente di giustizia (che proprio per questa caratteristica di assolutezza escludono automaticamente la pietà).
La parte finale del libro è dedicata al problema faustiano delle conseguenze delle scelte, delle vite possibili (e per estensione, dei mondi possibili) costituiti dalle varie possibili alternative presenti al momento della scelta, degli effetti farfalla orizzontali e verticali che legano consequenzialmente le nostre scelte tra loro e alle vite degli altri, ed alle limitazioni poste in partenza dal cosiddetto caso naturale (l'essere nato in un dato luogo e tempo, in un dato contesto sociale e con date caratteristiche genetiche), con tutti i problemi etici che deriverebbero dalle interferenze, anche virtuali, con esso.
Probabilmente, se avessi letto questo volume quando mi è stato regalato, mi sarei risparmiato tutta una serie di momenti poco piacevoli, oltre che sostanzialmente infelici, che hanno caratterizzato l'ultimo periodo della mia vita.
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Tuesday, 26 June 2007
Bruno Lauretano e Filippina Arena (a cura di) - Anima animale
L'intervento della Tracinà è naturalmente basato su logica e filosofia del linguaggio: "io dico, tu fai" inquisisce le relazioni tra comunicazione e comportamento, studiando il rapporto tra un messaggio lanciato, la sua ricezione e la reazione che tale ricezione suscita.