Sunday, 11 March 2012

Paolo Rodari, Andrea Tornielli - Attacco a Ratzinger

Rodari e Tornielli sono vaticanisti, rispettivamente, del Foglio e del Giornale; Piemme da un po' di tempo si è buttata sullo scandalistico; nonostante questo l'inchiesta è piuttosto equilibrata, e a dispetto del titolo anche abbastanza 'prudente'. I vari capitoli percorrono gli scandali che hanno investito la chiesa cattolica coinvolgendo in varia misura Benedetto XVI - dalla lectio magistralis di Ratisbona agli scandali di pedofilia in Germania, Irlanda e Stati Uniti, passando per il fondatore dei Legionari di Cristo, evidenziando gli scivoloni nella gestione mediatica dei vari episodi.

Alla fine, una sintesi di varie letture possibili di tutto questo - dalle tesi di attacco esplicito alla chiesa cattolica e a Ratzinger a quella, più controcorrente, secondo cui è Benedetto XVI a condurre un attacco, pacato e preciso, ad alcune delle ideologie imperanti. Nel complesso emerge una figura ammirevole di un pontefice integro, deciso e poco propenso ai compromessi, di una levatura morale e spirituale che molti (me compreso) al momento della sua elezione non avevano sospettato.

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Monday, 30 January 2012

Gabriele D'Annunzio - Il libro delle vergini

È la prima volta che D'Annunzio non mi entusiasma. Splendida prosa, bell'italiano, ma le quattro novelle che formano il libro sono troppo di maniera. D'altronde, si tratta di un'opera giovanile; Le Vergini è la materia prima da cui poi trarrà il migliore La vergine Orsola nelle Novelle della Pescara, e le rimanenti tre novelle - Favola sentimentale, Nell'assenza di Lanciotto, Ad altare Dei (di cui quest'ultima è solo un'istantanea) sono un po' pretenziose nella loro legare amore e malattia. Come sempre stupendi i nomi dei protagonisti.

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Friday, 27 January 2012

Bernardo Bellotto. Il Canaletto delle corti europeee - Palazzo Sarcinelli, Conegliano

Dopo la splendida mostra di Cima da Conegliano, risalente ormai a due anni fa, l'aspettativa per le mostre di Palazzo Sarcinelli era cresciuta (e forse questo era anche uno degli obiettivi di chi gestisce il museo).

Peccato che quella di Bellotto non fosse una mostra altrettanto emozionante: già di per sé il vedutismo non mi dice molto, a meno che parli all'architetto urbanista che è in me come nel caso delle incisioni riguardanti il lungo Elba di Dresda. Se poi aggiungiamo l'ampiezza di spazio espositivo dedicata a tecniche un po' di nicchia come l'acquaforte, e l'inutilità dell'audioguida, l'unico momento veramente stendhaliano è stata la sala con le tre immense tele raffiguranti la città di Pirna. Che, complici i colori, la fortezza medievale, l'ambiente sorabo che in me evoca altri mondi tra lo slavo e il preussleriano (Il mulino dei dodici corvi!), mi ha completamente affascinato.


Per il resto, niente di che.
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Thursday, 26 January 2012

Max Weber, L'etica protestante e lo spirito del capitalismo

Libro letto per il corso di sociologia di Cristina Zaros: lettura sorprendentemente interessante nonostante il mio (confermato) pregiudizio nei confronti degli studi sociologici.
Il volume è datato (dopotutto la prima edizione risale al 1904, e la seconda al 1922), ma l'argomentazione risulta efficace e tutto sommato perfino godibile. Soprattutto è illuminante il collegamento del capitalismo a un ἔθος ben specifico come quello legato al protestantesimo calvinista, quacchero, pietista, battista, solo in misura minore luterano, e alla loro dottrina sul lavoro come vocazione e sul successo come segno della predestinazione alla salvezza (illuminante in questo senso la citazione di Benjamin Franklin sul denaro che deve generare altro denaro e non essere sperperato per altro).
Appare consequenzialmente piuttosto convincente la tesi, di approccio comprendente, secondo cui a parità di altre condizioni è la cultura a dettare comportamenti e scelte di vita - come nella differenza di successo economico tra cattolici e protestanti nelle città della Ruhr e della Germania settentrionale.


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Jean Piaget, Lo sviluppo mentale del bambino

Saggio letto per il corso di psicologia generale tenuto da Donato Pavone.
Piacevole da leggere, divulgativo, e al contempo non privo di preziosi affondi nello specifico. È utile per comprendere l'impostazione teorica di Piaget: parla dell'adattamento facendo uso delle sue sottocategorie di assimilazione e accomodamento, e descrive ognuna delle quattro fasi di sviluppo mentale descritte (neonato/lattante, infanzia dai due ai sette anni, infanzia dai sette ai dodici anni, adolescenza) trattandone le abilità cognitive, e in minor misura etiche e affettive, e corredando il tutto con gustosi esempi dalla vita reale dei bambini.

Credo che dovrebbe essere una lettura da considerare per chiunque abbia da lavorare con i bambini, anche come animatore...

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Saturday, 14 January 2012

Le immagini della fantasia 29 - XXIX Mostra internazionale d'illustrazione per l'infanzia

Visione in extremis, permessa dal fatto che quest'edizione della mostra è stata prolungata al periodo postnatalizio.

Le due sezioni speciali sono la consueta porzione monografica dedicata ad un ospite d’onore, quest’anno Linda Wolfsgruber (che sinceramente preferivo nella sua fase giovanile, meno personale e meno malinconica - ai tempi dell'innocuo Pacchetto Rosso); e per il ciclo dedicato alle fiabe del mondo: Il Grande Albero delle Rinascite, fiabe delle Terre d’India. Ma alla fine ciò che rimane più interessante è la sezione principale della mostra, con la sua varietà di temi, di artisti e di tecniche - con una decisa rinascita del collage. E per il sempre gradito ciclo Come nasce un libro illustrato, il simpatico intervento di Simone Rea, illustratore delle Favole di Esopo.

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Saturday, 7 January 2012

Coraline e la porta magica


Un film di animazione la cui visione mi mancava (e a poco mi serve che scrivano "dal regista di The Nightmare Before Christmas", visto che mi manca pure quello). Interamente realizzato in stop motion, come i film di animazione di una volta, ma non più con le marionette fatte a mano, bensì con oggetti realizzati su una stampante 3D.

La vena inquietante, qui e lì tendente all'horror, della realtà parallela popolata da alter ego con bottoni cuciti sul volto al posto degli occhi, aggiunge quel tanto di tensione che basta; la rivelazione finale sulla vera natura dell'Altra madre, dell'Altro padre e di ciò che sta oltre la porta magica con tanto di corsa contro il tempo per la salvezza coinvolge; le citazioni visive e i riferimenti al folklore arricchiscono. Peccato che il tutto si risolva eucatastroficamente, come in una vera fiaba, di cui pure la trama mutua molti elementi e che tuttavia non  sembrerebbe costituirne l'unico orizzonte: chiudere una narrazione così tendente all'altro rispondendo a pressoché tutti gli interrogativi, senza lasciare lo spazio per il non detto e per il sottinteso finisce per svilire un poco quel senso di alterità da cui il film trae forza.

Pur non toccando i vertici di Up!, con cui era in lizza agli Oscar 2009, è pur sempre un bel modo di passare un'ora e mezza.

***+